Roberto Rossellini e le Storie del Cinema
A circa 80 anni dall’avvio del set di Germania anno zero, la visita guidata ripercorre il clima che anticipò e accompagnò la realizzazione del film che conclude la cosiddetta trilogia neorealista di Roberto Rossellini. Nel 1946, mentre la troupe si trovava già a Berlino per iniziare le riprese, il regista perse prematuramente il suo primogenito Romano, di soli nove anni. Insieme con la prima moglie Marcella De Marchis, Rossellini volle vegliare la salma e metabolizzare il grave lutto che aveva colpito entrambi, restando per più giorni presso la cappella di famiglia, dove il figlioletto era stato sepolto. Al contempo, per non abbandonare la produzione e per restare in contatto con le sue maestranze, ottenne dalla compagnia telefonica italiana T.E.T.I. una concessione straordinaria: l’installazione di una linea telefonica dedicata, nei pressi della tomba. Tramite questo speciale telefono, appoggiato sulla mensola di una colonnina in ghisa che al Verano si conserva ed è ancora visibile, il regista diresse le prime fasi della realizzazione della pellicola in Germania a distanza, dal Cimitero Monumentale di Roma.
Nell’itinerario che dagli anni Trenta ci conduce alla temperie di Roma città aperta, incontreremo attori come Massimo Girotti, per ricordare la Trilogia della guerra fascista di Rossellini, ma anche Vittorio De Sica, dapprima attore di punta dei cosiddetti film ‘telefoni bianchi’ e poi padre del Neorealismo, e Aldo Fabrizi, che venne scelto da Rossellini per l’intenso ruolo di don Pietro Pellegrini, in Roma città aperta. Amedeo Nazzari e Alessandro Blasetti sono lo specchio di un’epoca in cui il cinema divenne strumento di propaganda, mentre Emilio Cecchi, fine intellettuale, rappresenta, attraverso la Cines, l’autonomia degli intellettuali, ma anche l’importanza della spinta produttiva della Settima Arte. La cappella Rossellini e la colonnina sulla quale fu installato lo speciale telefono per dirigere da Roma le riprese di Germania anno zero, rappresentano il cuore del nostro racconto: la progettazione del film, il soggetto, l’apporto per la sceneggiatura di Sergio Amidei, le musiche di Renzo Rossellini. Germania anno zero uscì poi nelle sale nel 1948. Carlo Lizzani, che di Rossellini fu cosceneggiatore e aiuto regista, rievocherà molti anni dopo, con Celluloide (1996), la storia del film, storia nella storia.
INFO E PRENOTAZIONI
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.
Punto di incontro: Ingresso Monumentale, piazzale del Verano, 1.
Segreteria Organizzativa
Email: cultura.cimitericapitolini@amaroma.it
Tel. 328 7561996 dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 14.00-18.00. Sabato e festivi 9.00-13.00.
L’evento è prenotabile a partire dal lunedì antecedente l’evento stesso.
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